Il rituale del caffè etiope

Contrariamente a quanto molti credono, è l’Etiopia, e non il Brasile, il paese di origine del caffè arabica. Una leggenda vuole che sia stato un pastore etiope di nome Kaldi a scoprire la pianta del caffè, osservando le sue capre che apparivano come energizzate dopo averne masticato le foglie. Tè e Cardamomo ha testimoniato il rituale del caffè etiope: oggi ve lo raccontiamo.
Ovvio ma non scontato: in Etiopia, il caffè ha un valore che non è semplicemente quello di darsi una sferzata di energia (come per le capre di Kaldi!). E’ invece un rituale profondamente connesso alla casa, alla tradizione, nonché al benvenuto che si tributa a chi viene a trovarci. Ecco perchè, prima di tutto, la padrona di casa decora il luogo adibito alla consumazione con dei fiori e dell’erba fresca, un segno di benvenuto che va inteso come un riparo rigenerante dall’arsura del sole africano.

Il caffè, ancora verde, viene tostato a mano su una pentola in metallo, posta su un focolare alimentato esclusivamente a carbone.

Viene acceso dell’incenso, per aumentare la carica aromatica di tutta la scena mentre l’esecutrice del rituale, seduta su un tipico sgabello, tosta uniformemente i chicchi. E’ il processo di tostatura dei chicchi di caffè che regala loro quell’ aroma inconfondibile che associamo ai momenti di pausa e relax. Ma, in questo caso, il relax deve attendere ancora un po’: una volta freddi, i chicchi devono infatti essere frantumati, sempre a mano, in un mortaio di pietra: un lavoro lungo, alla fine del quale si ottiene una polvere fine. La polvere di caffè è posta nella jebena, la tipica caffettiera di tradizione etiope in terracotta.

Viene aggiunta acqua calda, e il caffè viene fatto bollire per qualche minuto, in modo che rilasci tutto il suo gusto. La jebena viene in seguito tolta dal fuoco e lasciata riposare per qualche minuto, attendendo che la polvere si depositi sul fondo…e finalmente è il momento del primo caffè. Ma non dell’ultimo! Altra acqua viene infatti aggiunta alla jebena, perchè la qualità purissima del caffè etiope rende i suoi chicchi estremamente aromatici, al punto che si possono “riutilizzare” per preparare altro caffè, di solito fino a tre tazze. Si dice che il primo giro, più forte, sia per gli uomini, il secondo per le donne e il terzo, più debole, per i bambini.Una nota speciale deve essere fatta per le tazzine, che sono delle piccole opere d’arte: rigorosamente senza manico e finemente decorate, aggiungono una nota intrigante alla scena del rituale del caffè.

Parliamo ora brevemente degli aromi: spesso, il caffè etiope viene aromatizzato, di solito con un ramoscello di ruta o con il nostro amato cardamomo. Ma non è insolito trovare anche spezie diverse,come il pepe nero! Noi provvediamo a fornirvi le spezie: sta a voi decidere quanto sperimentare con il gusto e l’olfatto.

Many thanks to our Ethiopian friends who made it possible for us to witness, enjoy and retell their coffee ritual. It feels like we are one big family across the sea, drinking coffee together and sharing the experience with even more people.

With gratitude,

Tè e Cardamomo 🍃