Caterina: come gli inglesi scoprirono il tè

Bere una tazza di tè ci riporta con la mente all’Inghilterra, dove il tè è, più che una tradizione, un vero e proprio modo di intendere la vita… che dovrebbe essere sempre profumata di Earl Grey e Shetland Shortbread, i famosi biscotti al burro.
Ma la passione inglese per il tè… parla portoghese!
E’ a Caterina di Braganza, infanta del Portogallo e promessa sposa di Carlo II d’Inghilterra, che si deve l’arrivo, la diffusione e la successiva mania per il tè sul suolo britannico. Nel 1622 Caterina infatti portò a Carlo la più favolosa dote mai vista in Europa: tra i molti doni spiccavano una cesta ricolma di tè verde (che Caterina insegnò a bere in raffinate ciotole di porcellana cinese senza manici) e la titolarità della colonia indiana di Bombay, che garantì agli inglesi una via per l’India.
Ciò causò la crescita di importanza della compagnia delle Indie Orientali e… altro tè che arrivava regolarmente in Inghilterra.
La principessa portoghese era anche una vera e propria trend setter: fu seguendo il suo esempio e le mode che dettava con fare da vera regina, che gli inglesi scoprirono il gusto per i servizi da tè, le scatole per conservare le pregiate foglie e lo zucchero, che Caterina promosse al posto del miele, allora il dolcificante più usato.
Il tè era ormai entrato a far parte della vita e dei rituali degli inglesi, dai frequentatori di public houses fino ai più eccellenti membri dell’aristocrazia: era diventata una vera e propria tea mania, che sopravvisse a Caterina al punto che oggi non ci si ricorda quasi più delle origini portoghesi della più nota usanza d’Inghilterra.
Il ruolo della regina lusitana nella creazione di un vero e proprio mito britannico sopravvive però nei versi di Edmund Waller, che nel 1663 compose On Tea Commanded by Her Majesty, in onore del ventitreesimo compleanno di Caterina. In questi versi, con cui vi lasciamo, il poeta offre un omaggio alla giovane principessa portoghese e alla preziosa bevanda che lei contribuì a diffondere.

Venus her myrtle, Phœbus has his bays;
Tea both excels, which she vouchsafes to praise
The best of queens, and best of herbs, we owe
To that bold nation which the way did show
To the fair region where the sun does rise,
Whose rich productions we so justly prize.
The Muse’s friend, tea does our fancy aid,
Repress those vapours which the head invade,
And keeps that palace of the soul serene,
Fit on her birth-day to salute the Queen.

Tè e Cardamomo 🍃